Agritech: tecnologie e digital al servizio dell’agricoltura

//Agritech: tecnologie e digital al servizio dell’agricoltura

 

Il settore agritech sta acquisendo un’importanza sempre più strategica, tanto a livello territoriale quanto su scala mondiale.

È, infatti, un settore all’interno del quale si stanno sviluppando una molteplicità di soluzioni per gli annosi problemi di coltivazione, produzione e logistica. Esso spazia dalle soluzioni per accelerare o ottimizzare la produzione di cibo, fino ad innovativi confezionamenti ecologici e più “green” dei prodotti alimentari destinati al consumo.

Ogni ricerca e innovazione di questo settore è quasi sempre finalizzata ad una produzione sostenibile ed ottimizzata del cibo e, per farlo, la biotecnologia, la robotica e la green energy si affiancano all’agricoltura con nuove tecniche e metodiche innovative.

 

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Ma analizziamo specificamente l’andamento del settore nello scorso anno. Il 2016 è stato un anno di profondi contrasti. Infatti, così come gli investimenti di Venture Capital sono globalmente diminuiti del 10%, gli investimenti totali nell’agritech hanno registrato un -30% rispetto al 2015 (4,6 miliardi), attestandosi a 3,2 miliardi (AgFunder).

Come rivela il report di AgFunder, la flessione del finanziamento globale nel 2016 è in parte dovuta a cospicui investimenti effettuati nell’anno precedente che hanno comportato un modesto financing nell’anno successivo. Altre cause, invece, vanno ricercate in un ‘raffreddamento’ di interesse degli investitori nel settore droni, food delivery e bioenergia.

La situazione in Italia

Secondo i dati di CB Insights, i finanziamenti raccolti dalle aziende del settore agritech nel 2016 in Italia ammontano a 283 milioni di dollari, con un incremento del 34,7% rispetto all’anno precedente.

Poche gocce in un oceano vasto ma potenzialmente pescoso.

 

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E c’è anche da dire che delle oltre 6.500 startup presenti in Italia, sono solo poco più di 31 quelle che operano nel settore pesca/agricoltura. Ma è anche vero che l’agritech beneficia soprattutto di quelle aziende del comparto non propriamente agricolo. Infatti, settori collaterali che aiutano lo sviluppo in tal senso sono quelli dell’industria, dei servizi e del controllo qualità. Così come le tecnologie, che non aiutano solo in ambito strettamente produttivo, ma mirano ad ottimizzare l’intera filiera.

 

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Proprio per questo, se la ‘barca’ Italia naviga in un mare ‘piatto’ ma ‘pescoso’, meglio calare le reti quanto prima. Infatti, secondo le analisi statistiche dell’Osservatorio SmartAgrifood del Politecnico di Milano, le nuove tecnologie sarebbero in grado di aumentare la produttività delle aziende agricole di una percentuale compresa tra il 20-30%.

Ivano Vangone

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