Cyber attack: minaccia alla competitività e all’immagine di aziende e nazioni

//Cyber attack: minaccia alla competitività e all’immagine di aziende e nazioni

 

L’avvento e la diffusione di internet porta con sé una parte oscura, legata alla possibilità che i nostri dati vengano frequentemente violati. La propria data di nascita, il domicilio, i propri gusti e preferenze, le proprie password, fino ad arrivare persino al numero della propria carta di credito: sono tutte informazioni che di solito vengono fornite anche con una certa facilità e sicurezza, semplicemente spuntando una casella e accettando determinate condizioni.

Sia i privati che le aziende, grandi e piccole, utilizzano la rete per comunicare, ma il collegamento ci espone al rischio che le informazioni condivise possano essere appannaggio di chiunque. Un sistema informatico vulnerabile, quindi, può comportare il verificarsi di gravi conseguenze, anche e soprattutto economiche, se l’attacco viene effettuato ai danni di una grande azienda, o di un’intera nazione.

I dati (Ansa, 22 gennaio 2016) parlano chiaro: gli esperti di informatica e ICT sono davvero pochi, solo il 2,5% dei giovani laureati (e l’Italia si classifica agli ultimi posti nell’UE).

Tra l’altro, nell’ultimo periodo, i cyber attacks sono aumentati a dismisura.

Da un’indagine condotta da Accenture Security e Oxford Economics, è emerso che oltre il 70% delle aziende mondiali è soggetta al rischio di attacchi, ribadendo la bassa posizione in classifica dell’Italia. La difficoltà sta, oltre che nella protezione delle aree di interazione con terzi, nell’incapacità di identificare quali siano gli elementi da proteggere.

Talvolta la minaccia può arrivare a danneggiare economicamente un’azienda o addirittura un’intera nazione o un continente, come accaduto lo scorso marzo: tramite un virus rubato alla Nsa dal gruppo degli Shadow Brothers, in tutta Europa era stata portata avanti una minaccia con il sistema ransomware.

 

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In particolar modo nel Regno Unito i sistemi informatici di alcuni ospedali sono stati violati ed è stato richiesto un riscatto in bitcoin; lo stesso era già accaduto negli Stati Uniti, mentre in Spagna è stata presa di mira la rete telefonica.

Anche Italia (due importanti università), Portogallo, Russia e Ucraina non sono rimaste immuni, ma l’attacco è stato di minore intensità.

In sostanza, se il riscatto non viene pagato, i dati degli utenti inseriti nei sistemi diventano illeggibili a causa di un trojan precedentemente inviato come allegato della posta elettronica o tra i download su internet. Dopo il pagamento, viene inviato dai criminali un codice che permette di sbloccare i pc infetti e di accedere nuovamente a tutti i dati sensibili.

E’ chiaro, dunque, che lo sviluppo di un cyber sistema sicuro ed avanzato dovrebbe divenire una priorità per ogni azienda e per ogni Paese.

Paolo Dal Cin, Direttore di Accenture Security di Italia, Europa centrale e Grecia, ha affermato che le aziende dovrebbero effettuare delle analisi preventive per ridefinire gli ambiti sui cui assicurare un più alto livello di protezione e per identificare i punti di debolezza su cui intervenire; in mancanza di misure adeguate, c’è il rischio di subire danni che portano con sé grosse ripercussioni sulla competitività e sull’immagine.

Mariarita Persichetti