La pubblicità nell’era di Internet e del “digital”

//La pubblicità nell’era di Internet e del “digital”

Se la pubblicità è l’anima del commercio bisogna, tuttavia, riconoscere un merito a questo comparto: l’adattamento. Proprio sotto quest’aspetto l’advertising è uno di quei pochi settori che si è sempre saputo evolvere e ha sempre cercato nuovi equilibri nel corso di decenni, reinventandosi e accompagnando la società attraverso mode e trend del momento.

Il 2015 in Europa ha cristallizzato una realtà ormai prevista da tempo. Il sorpasso dell’Internet advertising che polverizza il mezzo televisivo o comunque tradizionale: la spesa pubblicitaria della Tv nel 2015 ammontava a 33,3 miliardi di euro contro i 36,2 miliardi di euro degli investimenti nel canale digitale.

Grazie al report AdEx Benchmark di IAB Europe, si evidenzia soprattutto un forte incremento della spesa nel comparto video e mobile in tutti i paesi dell’eurozonaintern

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La situazione in Italia

Per la prima volta dopo anni di decrescita costante tra il 2008 e il 2014 e con un 2015 di profonda incertezza e instabilità, il mercato dei media in Italia (TV, stampa, radio e internet) chiude il 2016 con un +3%, per complessivi 15,8 miliardi di euro.

Con tendenza inversa a quella dell’eurozona, in Italia la Tv copre il 50% della totalità dei media, Internet si pone in seconda posizione come canale pubblicitario più diffuso (con una quota del 30%) e a seguire la stampa con uno share del 15% e in coda la radio al 5% (dati tratti dal convegno Osservatorio Internet Media “È ora di misurarsi”).

Sempre secondo tale studio si stima che l’Internet ADV, nel 2017 in Italia, supererà i 2,6 miliardi di euro e si rafforzeranno ancora di più le posizioni di predominio dei grandi colossi del digital business (es. Google e Facebook).

Nuove tendenze

Dato non di poco conto è che la pubblicità video ricopre il 22% del totale dell’Internet ADV ed è il comparto che si è sviluppato in maniera più apprezzabile nell’ultimo periodo e si prevede continuerà a crescere ulteriormente durante il 2017 con incremento almeno del 10% e andando, in tal modo, a rappresentare oltre un 1/4 della pubblicità su Internet.

Il Native advertising – contenuti sponsorizzati, che si adattano al layout di una pagina web e non manifestamente pubblicitari – è però il comparto che ha registrato la maggiore crescita (+76% rispetto al 2016). Ciò proprio perché risulta essere una formula di pubblicità discreta e più ‘attraente’, che riesce persino ad ingannare i software di blocco della pubblicità (es. AdBlock e affini). internet a

Altimeter Group report “Defining and Mapping the Native Advertising Landscape

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In generale, comunque, i dati italiani non sono confortanti se messi a confronto con la realtà europea.

Industriali e piccoli-medi imprenditori credono ancora troppo poco negli investimenti in digital marketing. Scarsissima consapevolezza riguarda soprattutto la targhettizzazione del contenuto pubblicitario e quanto potente possa risultare un contenuto correttamente profilato per lo sviluppo di qualsiasi attività imprenditoriale.

Ivano Vangone